Gestire i conflitti attraverso decisioni condivise
Invece di imporre un sistema unico sin dall'inizio, il lavoro si è concentrato nel rendere visibili e discutibili le differenze.
I workshop sono stati utilizzati come strumento decisionali per far emergere assunzioni implicite tra i team. Invece di rivedere schermate o componenti, le sessioni si sono concentrate su domande come quali decisioni dovevano essere globali, quali potevano rimanere contestuali e dove la divergenza fosse realmente preziosa.
Queste conversazioni hanno spostato l'attenzione dalle preferenze visive al comportamento del sistema, alla proprietà e all'impatto a lungo termine. I modelli conflittuali non sono stati immediatamente unificati, ma ricondotti alle decisioni che li hanno generati. Questo ha reso possibile identificare un terreno comune senza cancellare differenze legittime.
Il risultato non è stato un consenso per compromesso, ma una struttura decisionale più chiara che ha permesso a sistemi di design precedentemente separati di convergere in una base condivisa.
Configurazione Android obsoleta e demoralizzante
La sfida principale era allineare il design su tre piattaforme distinte, ognuna con il proprio insieme di linee guida e aspettative degli utenti. Inoltre, coordinare tra team separati per lo sviluppo web e mobile richiedeva comunicazione e collaborazione efficaci.
Queste conversazioni hanno spostato l'attenzione dalle preferenze visive al comportamento del sistema, alla proprietà e all'impatto a lungo termine. I modelli conflittuali non sono stati immediatamente unificati, ma ricondotti alle decisioni che li hanno generati. Questo ha reso possibile identificare un terreno comune senza cancellare differenze legittime.
Il risultato non è stato un consenso per compromesso, ma una struttura decisionale più chiara che ha permesso a sistemi di design precedentemente separati di convergere in una base condivisa.
Cosa è cambiato
Le discussioni sul design sono diventate meno negoziazioni e più decisioni. I team condividevano un linguaggio comune per ragionare sulle interfacce, l'onboarding richiedeva meno trasferimento di contesto e la consegna delle funzionalità si basava meno su un allineamento ad-hoc. Il sistema di design non ha rimosso la complessità, ma l'ha trasformata da una fonte di attrito in una struttura condivisa e gestibile.




